mercoledì 9 dicembre 2009

UN AIUTO AI PIU' PICCOLI



SEGNALIAMO CHE
PER TUTTO IL MESE DI DICEMBRE, PRESSO L'ORATORIO DI VIA NAZIONALE,
SARA' APERTO UN MERCATINO DI BENEFICIENZA PER LA RACCOLTA DI FONDI
IN AIUTO DELLE POPOLAZIONI DELL'AFRICA CENTRALE.
AD EST SOSTIENE QUESTA IMPORTANTE INIZIATIVA ED INVITA TUTTI I CITTADINI A DARE IL PROPRIO CONTRIBUTO

lunedì 7 dicembre 2009

Il No Berlusconi Day a Parigi.

Il No Berlusconi Day da Parigi visto dall'inviata di Ad Est Marianna Alberti. Per leggerlo http://www.articolo21.org/6249/editoriale/il-viola-va-di-moda-a-parigi.html

Nella foto.. Floris D'Arcais

Raffadali; Non è un paese per vecchi?

NON E' UN PAESE PER VECCHI?


Ieri ho percorso per la prima volta la tanto agognata Circonvallazione. Era il giorno dell’inaugurazione. Un giorno importante per Raffadali perché finalmente viene consegnata alla cittadinanza un’opera tanto attesa. Era sera e attraversando quella strada, di ritorno da Palermo, ho scorto la mia città sotto un altro punto di vista. L’oscurità mi ha permesso di vedere solo i punti, le aree illuminate, pertanto ho voluto ripetere l’operazione l’indomani. In realtà si tratta di una infinità di punti di vista successivi, nessuno per la verità suggestivo, ma ciascuno dei quali (soprattutto quelli sotto la Via Canale) da accesso visivo a nuovi prosceni. La circonvallazione fa finalmente vedere quanto sia diventato periferia il centro storico. La Via Canale e la Via Sgarano hanno rappresentato la Raffadali dei primi anni del dopoguerra. Da lì sono venuti gli amministratori degli ultimi 40 anni. Un retaggio storico che, anche per la volontà di alcuni dotti lì natii, è stato, volutamente, tranciato. Raffadali è un paese cui sono state divelte le radici e che forse, in tendenza con gli usi agrigentini, ritiene inopportuno ricordare. Legarsi a qualcosa non universalmente riconosciuto, in epoca di globalizzazione, non porta vantaggi, non è da traino commerciale e turistico appare provinciale. E oramai si fa di tutto pur di non sembrare tali. Ci si sta uniformando sempre più ad un approccio consumistico, di marketing e se il prodotto non tira non lo si valorizza. In realtà si stanno perdendo delle occasioni importanti. Occasioni per ricucire un tessuto sociale frammentato, una comunità che non ha più luoghi dove riconoscersi, dove incontrarsi, dove dibattere, dove crescere. La presenza di una nuova infrastruttura appena inaugurata, e di altre in divenire (la caserma ad esempio, l’ex ospizio) non devono e non possono distogliere l’attenzione su ciò che è assente. E non lo è da sempre. L’utilizzo del Palazzetto dello Sport come sede Comunale ha eliminato, fatti salvi le palestre scolastiche e il Campo Sportivo, l’unico punto di ritrovo di giovani, e perché no, anche di meno giovani che abbiano voluto praticare sport, alternativi al calcio, o semplicemente seguire dei corsi di ginnastica. Si tratta di spazi di aggregazione che non esistono più, così come non esiste più un centro di miscelazione sociale come il Villaggio della Gioventù, vero nucleo di sintesi culturale Molte volte in campagna elettorali, soprattutto, ci siamo ritrovati a sentire riproposizioni in diverse chiavi sull’utilizzo della struttura. Le ultime tendenze indicano nella concessione a privati la soluzione per garantirne il funzionamento. È indubbio che le finalità del pubblico e del privato non collimano e non starò qui a disquisire sul perché. Quello che bisogna chiedersi è: bisogna, giocoforza, pagare un prezzo per migliorare la qualità della vita di una comunità? Se si, bisogna pagarlo a dei privati o pretendere una giusta suddivisione delle entrate comunali per soddisfare i bisogni di tutti? O ancora: si è disposti a sostenere un surplus di costi, al Comune, pur di permettere l’accesso a tutti? Queste scelte sono ovviamente fortemente politicizzate, e si spera rimangano solo tali. Di fronte all’assenza ed alla negazione pretestuosa di spazi d’uso comune, come l’Ostello della Gioventù, cristallizzati all’interno di un gioiello ben più grande non si può essere silenti. Come ricorderete richiesi all’allora Vicesindaco Argento, e all’immediato sostituto, l’assegnazione dell’Ostello quale sede permanente della Consulta Giovanile. Lo ritenevo, e lo ritengo, un giusto modo per valorizzare la struttura, un giusto segnale dell’Amministrazione verso i Giovani e nello stesso tempo un modo per restituire alla cittadinanza, tutta, uno spazio fisico, non virtuale, aggregativo. Seppur distante dal centro cittadino l’apertura al pubblico dell’Ostello avrebbe potuto rappresentare l’inizio di una nuova fase amministrativa, una mano tesa ai giovani, un segnale, ripeto, a significare: tocca a voi. Non lo si è voluto, e questo non mi preoccupa, mi hanno preoccupato invece le modalità con cui è stata gestita la vicenda e le evidenti basse stature istituzionali di alcuni amministratori. Con orgoglio da circa 18 mesi mi ritrovo a presiedere la Consulta Giovanile Comunale. Ripeto con orgoglio perché rappresentare la propria cittadina è un privilegio a qualunque livello. La Consulta Giovanile nasce come ultimo atto dell’Amministrazione Casalicchio, ad opera dell’allora consigliere comunale Argento, e vede la luce, ad opera dello stesso attore, immediatamente dopo l’insediamento del Sindaco Cuffaro. E’ manifesta, quindi, la volontà non solo di voler creare questa nuova struttura istituzionale ma appare oltremodo chiaro che ad essa si riferirà l’Amministrazione per interfacciarsi con le fasce giovanili di Raffadali. Ci sono state delle difficoltà, è vero, ed ho avuto la pazienza di attendere. Attendere che questo nuovo Organo venisse digerito negli schemi oramai consolidati (Sindaco, Giunta, Consiglio) dell’Amministrazione, attendere che ci venisse assegnata una sede fisica, attendere che venisse garantita una autonomia minima finanziaria per fare, e non solo pensare, delle iniziative, attendere che insomma quello che mi apprestavo a rappresentare venisse riconosciuto. Accanto, ed in momenti alterni, ho trovato consiglieri di minoranza e maggioranza, che qui indistintamente ringrazio, lo stesso Sindaco, alcuni Assessori, ma non sono mancati ed in misura ben più corposa gli ostili, i diffidenti e le “penelopi”. Nel periodo, lungo, di attesa mi sono spesso ritrovato a vedere, come tanti, assegnare, a titolo certamente non gratuito, la quasi totalità delle manifestazioni ludiche e culturali paesane ad una associazione “Raffadali e Bioetica”. Associazione che non aveva, nel 2008, nemmeno i requisiti per essere ammessa in Consulta. Associazione che era presieduta dall’allora Vicepresidente della Consulta Nicola Marro (UDC) di cui è stata nota l’assenza di iniziative culturali, perlomeno nel primo anno di vita della Consulta. Lo stridere di questi due distinti comportamenti non è passato inosservato. Più volte mi sono chiesto come poteva l’Amministrazione chiedere un requisito per accedere, a titolo partecipativo, ad un Organo Istituzionale ed ignorare tale vincolo nell’assegnazione di somme non indifferenti per l’organizzazione di manifestazioni ludiche o culturali. Tutto ciò è rimasto sottaciuto e senza una adeguata risposta. Così come appare incongrua la decisione di non concedere l’Ostello della Gioventù ad un gruppo in cui ci partecipano elementi cui l’Amministrazione ripone estrema fiducia. Nell’attesa, con i margini di movimento che avevamo, abbiamo comunque, con entusiasmo sempre più scemante, iniziato a riunirci, programmare, pensare, discutere, confrontarci. Ci mancavano i giusti appoggi dentro la Giunta, ci mancava il giusto sostegno da parte del Vicesindaco Argento, ci mancavano i soldi per bandire il concorso di idee del Logo, i manifesti, la carta riciclata (nella prima seduta ne è stato deliberato l’uso) non mancavano, però, le belle parole. Solo l’intervento del Sindaco, sotto mia insistita pressione, ha permesso la pubblicazione del bando per il concorso d’idee del Logo. Un bel segnale che non ho dimenticato, rafforzato dalle parole di stima rese dallo stesso al giornalino dell’UDC pubblicato in occasione del 1 maggio 2008 in cui veniva menzionata la Consulta e lodata la attività che il sottoscritto aveva fino a quella data condotto. Fu invece accantonato un altro Concorso d’idee per la fruizione del Villaggio della Gioventù. La struttura mi fu detto, dal Vicesindaco Argento, è sotto sequestro, vedremo in seguito. Una frase ricorrente a ragion veduta. In quel primo anno all’unanimità abbiamo provveduto a modificare il Regolamento della Consulta. La presentazione della proposta di modifica del Regolamento è stata susseguente alle numerose richieste da parte dell’ Ass. Argento, nel periodo marzo-giugno 2008, di regimentare in maniera ordinata le nuove richieste di adesione, possibilmente confinandole in un determinato periodo dell’anno. Eravamo finalmente pronti, dopo un notevole periodo rodativo. I numerosi cambi delle figure assessoriali di riferimento non ci hanno favorito, non solo a noi ovviamente, ed eravamo già alla fine del primo anno. Intanto l’Assessore alle Politiche Giovanili era divenuto l’Avv. Claudio Di Stefano. Ci apprestiamo alla prima votazione per partecipare alla Consulta, quella dei rappresentanti degli studenti delle scuole superiori (a cui si è dato accesso col nuovo Regolamento). I numeri riscontrati, 122 votanti, ci confortano e ci gratificano dell’attesa. L’Amministrazione, che tanta attenta è alla comunicazione verso l’esterno, ignora un evento altamente significativo in un periodo in cui i più giovani si dichiarano distanti e disinteressati alla politica. Viene pubblicato il bando per la riapertura delle partecipazioni alla Consulta. Riceviamo circa 30 istanze. Un altro ottimo risultato a riprova dell’attenzione e dell’attesa che c’è verso la Consulta da parte di associazioni e partiti. Si arriva così alla seduta di rinnovo delle cariche col contestuale insediamento dei nuovi componenti. Vi risparmio i dettagli, a fronte della mia rielezione all’unanimità, con atteggiamenti aggressivi ed evidentemente pretestuosi si è arrivati dopo circa tre ore alla definizione dei nuovi quadri. Mi sono scusato in quell’occasione, con in nuovi componenti tutti, per lo spettacolo indegno a cui avevano assistito. Spettacolo che non avrà una replica e che mi ha avvilito soprattutto in relazione agli sforzi profusi nella apertura della Consulta verso i settori più giovani a cui senz’altro non sarà sfuggita la mia profonda indignazione. Superata, non senza strascichi, questa situazione ed in attesa perenne dell’assegnazione della sede, decidiamo di fare una iniziativa che compendi al proprio interno tutte le attività della Consulta nel primo anno. Maggio era alle porte e caratterizzare la prima iniziativa pubblica nella memoria di Giovanni Falcone è sembrato naturale e doveroso. Invito il Presidente della Commissione Antimafia all’ARS On. Speziale, intervengono il Sindaco, Il Presidente del Consiglio, l’Assessore Di Stefano, il Direttore Didattico della Scuola Garibaldi. La Dott. Graziella Rizzo provvede ad invitare tutti i rappresentanti politici ed istituzionali gravitanti su Raffadali, fa da cornice canora il Gruppo di Garibaldini. Seppur nel ricordo, triste di quell’evento, la giornata è servita a promuovere l’uso della Villa Saetta e Livatino per le manifestazioni, a pubblicamente premiare il Vincitore del Concorso d’idee per il Logo della Consulta, Arch. Fabrizio Sciarratta, e a conclusione, perché il ricordo di quell’evento permanga, a piantumare l’Albero di Falcone all’interno di una delle aiuole. Quest’ultima attività è stata possibile grazie alla disponibilità, in toto, dell’Assessore Iacono Manno. Per l’occasione il Sindaco annuncia di voler tenere per sé la delega alle Politiche Giovanili, su mia proposta, date le repentine successioni che tale delega ha subito con le conseguente decelerazioni nell’azione politica, e seppur informalmente s’impegna a sostenere un emendamento al Bilancio per la costituzione di un apposito capitolo di spesa: Spese per il funzionamento della Consulta. A giugno ‘09 mi ritrovo fra gli intervenuti al Consiglio Comunale Straordinario con tema “il Piano Strategico”. Devo sinceramente ammettere, come feci in quella sede, che l’argomento mi era nuovo, e che mi sono dovuto documentare per capire quale fosse lo spirito di un Piano Strategico e che significato avesse proporlo a Raffadali. Nel mio intervento, che molto sinteticamente il Prof. Trapani riassume nella reportistica di progetto, ho voluto sottolineare (per rendere agevole la discussione alle presenze in aula) che il PS è uno strumento volontario, non cogente, e come tale prevede il raggiungimento di obiettivi che siano condivisi da Amministrazione e Cittadini. Ho voluto rimarcare l’assenza non solo di questo passaggio fondamentale, ma e soprattutto direi, della programmazione in chiave identitaria del Paese Raffadali. Pensate che nella brochure ad identificare il Comune di Raffadali, in una delle foto che ritraevano il simbolo di ogni cittadina aderente al progetto, vi era l’impianto di fitodepurazione sito al Villaggio della Gioventù. Che voi sappiate l’impianto di fitodepurazione, nel rispetto dell’opera e di chi vi opera, è rappresentativo dell’intera cittadina? Il Castello Chiaramontano di Favara, le Maccalubbe di Aragona, il Castello dei Colonna di Joppolo e l’impianto di fitodepurazione di C/da Beddie. Di chi è la responsabilità se non esiste un luogo, parimenti alle cittadine vicinore, condiviso e capace di rappresentare per immagine la nostra Città? Ovviamente il Comune Capofila del progetto PS è Favara, non a caso l’unico Comune ad aver avviato un percorso di condivisione della programmazione con i cittadini (di tutte le fasce d’età) con il progetto “Agorà dei diritti”. L’unico quindi a conoscere e aver determinato i propri obiettivi strategici e ad averli condivisi con percorsi democratici, non solo elettorali. Rilevo inoltre che, e sono state le mie prime parole al Prof. Tomaselli prima dell’intervento, dovendosi necessariamente attuare un percorso di condivisione dei contenuti del Piano Strategico e dovendosi questo concludere entro il 31/12/2009 si era già in ritardo. L’intervento è stato apprezzato, perlomeno questi sono i feedback ricevuti, e ovviamente ancor di più dal Sindaco di Favara, Russello. L’assenza di dibattiti interni alla cittadina e spazi di confronto tanto nella comunità giovanile quanto nella comunità tutta è stata interrota nel periodo settembre 2009 da una serie di manifesti di critica nei confronti dell’Amministrazione e ad una quantomeno singolare risposta. La questione sarebbe di interesse marginale se i manifesti in questione non portassero in calce le firme di aggregazioni politiche aderenti alla Consulta. In particolare credo sia stata di difficile interpetrazione, per tutta la cittadinanza,il manifesto recante le seguenti parole “ VI MANCA U PILU PI ESSIRI SCECCHI”. Agli autori, o comunque ai rappresentanti dell’UDC in seno alla Consulta, verrà data l’opportunità di fugare i dubbi interpretativi e di disquisire sull’argomento in sede Assembleare dando i giusti caratteri a frasi che oggettivamente non contribuiscono né a stemperare i toni ne ad elevare, in senso estetico e contenutale, la dialettica ed il confronto politico. E’ di epoca più recente l’apertura della vecchia, storica sede Comunale dopo i lavori di ristrutturazione. Dal Sindaco, e dai suoi succedanei, ci è stato più volte detto che, non potendosi ottenere accesso all’Ostello della Gioventù, non appena il Palazzo di Città veniva riconsegnato la Consulta avrebbe avuto la Sede in uno dei locali ivi disponibili. Devo necessariamente rilevare che nessuna comunicazione, come del resto in altre occasioni, ho ricevuto dal Sindaco e che soltanto le mie insistite e frequenti telefonate hanno sollecitato lo stesso nel rispetto delle disponibilità più volte enunciate. In attesa di una giusta risposta ho provveduto a ripresentare richiesta di assegnazione della sede. Mi ha però colpito la scelta, non so quanto provvisoria, di assegnare all'ufficio tributi i locali della vecchia biblioteca e che nell'intento dell'amministrazione questa è stata allocata nel piano seminterrato. Pur parlando essenzialmente di segnali, le posizioni e le scelte, sembrano coerenti con le asfittiche risorse e gli sforzi profusi dall'Amministrazione verso la cultura. Non di meno avere come biglietto da visita, front office, l'Ufficio Tributi può dare la giusta misura del rigore che attraversano le casse comunali. Ritornando alla Consulta, vorrei far presente, come ho già fatto, al Signor Sindaco che la stessa è stata fortemente voluta dalla Sua Amministrazione che si è impegnata a garantire, mezzi, strumenti e personale per il funzionamento. Vorrei inoltre ricordarLe che: i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione, ritardi, rinvii, mancata individuazione e tempestiva assegnazione di mezzi, strumenti e sede, non possono essere più tollerati, intendendo con questo ricordarLe in capo a chi ricadono responsabilità e impegni assunti;semmai attraverso la Consulta si fossero volute, per così dire, aprire le porte del Comune ai giovani e avvicinare gli stessi al mondo della politica e delle istituzioni, i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione palesano inefficienze, inaffidabilità e in sintesi si mostrano inadatti all'obiettivo che mediante l'istituzione della Consulta si intende perseguire;l'atteggiamento ostruzionistico tenuto, in talune circostanze dai propri succedanei, non trova motivata giustificazione stante che è stata la Sua Amministrazione a volere creare la Consulta;la dialettica ed il dibattito anche fra comparti istituzionali adiacenti, ma distinti, può solo giovare all'arricchimento democratico dei giovani così come è necessario, parimenti, il rispetto dei ruoli e che queste buone prassi, quando consolidate, diventano patrimonio dell'intera cittadinanza. In ultima analisi, vorrei ricordare al Signor Sindaco, il quale comunque credo ne abbia coscienza, che non è sufficiente creare qualcosa se poi non se ne sostiene in maniera adeguata e forte l'azione. Conscio delle difficoltà, socio economiche e finanziarie cui versa il nostro Comune evidenziate anche da azioni disdicevoli e poco ricordate, come l'incendio al Teatro del Villaggio della Gioventù o ancora gli atti vandalici al monumento dedicato al Prof. Nino Cuffaro, offro la più ampia disponibilità affinché quel che rimane del patrimonio culturale del Paese non venga depauperato o disperso. Ed in questo chiedo il contributo non solo alle Associazioni ed ai Partiti che rappresento, ma, e soprattutto, a tutte le personalità politiche ed istituzionali che Raffadali esprime. Ai consiglieri provinciali, ai deputati, che a Raffadali fanno riferimento pongo la questione. Non mi attendo delle risposte risolutive ad ognuno dei problemi, in tempo breve, ma il solo fatto di discutere attorno ad un comune tavolo, fuori dagli steccati politici, può sicuramente agevolare e facilitare, in tutti i sensi, la crescita della nostra Comunità e Cittadina. La presenza, ad esempio, del Sindaco Cuffaro nel Consiglio di Amministrazione dell'ATOGESA AG2 non può che essere salutata con augurio. Ancor più se accompagnata dalla presenza nella Giunta Provinciale dal Dott. Luigi Argento. E' ancora vivo, infatti, il ricordo della manifestazione del settembre 2008 con oltre 1000 persone a protestare contro il caro rifiuti. A Voi si chiede di essere garanti della trasparenza, vigilando opportunamente e se necessario ricorrendo alla denunzia politica ed oltre, sulle tanto discusse facili assunzioni, sugli aumenti sproporzionati o su qualunque fatto di pubblica rilevanza. Questi, uniti a quanto sopra menzionato, sono alcuni dei segnali attesi dai giovani.


IL PRESIDENTE DELLA CONSULTA GIOVANILE ING. JOSE’ MASSIMILIANO GALLETTO
Blogger Gaetano "Gato" Alessi ha detto...

Caro Josè, delinei una situazione che purtroppo è lo specchio della realtà dei fatti.
Non la farò lunga perchè in questo ultimo anno, con fatica, Ad Est, Officina democratica e gli uomini di buona volontà hanno, di tasca loro, contribuito a rendere perlomeno meno asfittico il panorama culturale e politico del paese.
Non elencherò iniziative e quanto altro che sono ben presenti nella memoria e nell'oggi dei raffadalesi in sede e sparsi per il mondo. Posso solo, in accordo con gli altri fondatori di Ad Est, mettere a disposizione di tutta la consulta (tutta) i nostri mezzi.
La tua richiesta per gli spazi comunali è dovuta, ed è figlia, anche, di una promessa che l'allora Nino Casalicchio fece a Ad Est "I locali dell'ex centro Erbesso ridiventeranno luogo di cultura".
Ma ti chiedo di fare di più. In aprile, come tu sai, ponemmo al consiglio comunale, grazie all'appoggio della gente, e di molti componenti della consulta che guidi, quattro quesiti. Due sono andati discussi (uno è passato, l'altro bocciato). Nel terzo "sostegno ai giovani e agli universitari" è messo in calce l'impegno della Giunta a rendere alla cittadinanza un luogo di aggregazione per i giovani.
Vorrei che la discutessi in Consulta prima del voto in consiglio comunale. E lì non ci potranno essere più attenuanti e finalmente si saprà palesemente chi è amico dei giovani raffadalesi e chi è un penelopista. Lo saprà il presidente della Consulta, la consulta e tutta la cittadinanza e se approvato l'atto d'indirizzo non sarà più la sola richiesta della consulta, di Ad Est, Officina democratica e trecento cittadini ma di tutto il consiglio comunale. Capirai che ha tutto un altro peso.
Confermandoti il nostro sostegno.
Ti abbraccio

Gaetano Alessi
CapoRedattore Ad Est

venerdì 4 dicembre 2009

Favole del trasformismo..In Sicilia tutti insieme appassionatamente.


di Agostino Spataro

Forse, in questi giorni, finalmente sapremo dove vorrebbe andare a parare il governatore Lombardo.
La manfrina è durata troppo a lungo. E’ tempo che egli sveli al parlamento e ai siciliani l’arcano, il suo vero progetto di fuoriuscita da questa anomala e aggrovigliata crisi. Se ce l’ha.
Giacché non si può qualificare progetto la chiamata “a chi ci sta” che è esattamente il suo contrario.
Il “forse” è d’obbligo visti i precedenti e il divenire, confuso e reticente, delle posizioni politiche di maggioranza e anche d’opposizione.
Una situazione ingarbugliata sulla quale, per altro, pesa come un macigno la mozione di censura nei confronti dell’assessore Armao che non può essere solo agitata né più rinviata per rimuoverla dall’agenda politica e parlamentare.
La questione esiste e da più parti è stata palesata e documentata. Perciò, va affrontata e risolta in Assemblea, secondo le scadenze e le modalità previste, o dal governatore come buon senso vorrebbe.
Per come si son messe le cose, il problema più si trascina insoluto più si configura come un banco di prova essenziale per la credibilità del governo e della stessa Assemblea.
D’altra parte, si tratta di una vicenda politica e morale che non è stata inventata dalla stampa, ma è stata denunciata, per prima, dal Pd, dall’Udc e dal PdL che insieme, rappresentano la maggioranza del parlamento siciliano.
Una questione morale, dunque, che l’Ars è tenuta a discutere, prioritariamente.
Solo dopo avere sgomberato il terreno da tornaconti particolaristici e da conflitti d’interressi, evidenti o latenti, si potrà passare a discutere di crisi politica e delle possibili soluzioni per risolverla, sapendo che non si tratta di gestire un passaggio ordinario, ma una situazione inedita e per molti versi anomala.
In altri tempi, il discorso sarebbe stato semplice, lineare, consequenziale: un presidente che non aveva più (o non desiderava più) la maggioranza che l’aveva eletto ne prendeva atto e rimetteva il mandato.
Oggi- si dice- è diverso, ma non tanto. In un sistema bipolare, l’elezione diretta impone una serie di vincoli morali e politici all’eletto, il quale- nel nostro caso- non può dimenticare che, meno di due anni fa, i siciliani l’hanno votato come espressione della coalizione di centro- destra.
E se questa coalizione entra in crisi, si sfalda il governatore non può cercarne un’altra.
Per altro, Lombardo ha abbondantemente usufruito del “voto congiunto” ossia di un meccanismo che attribuisce, automaticamente, al candidato-presidente ogni voto dato alle liste apparentate.
Basterebbe fare un po’ di conti per rilevare quanto c’è di suo e/o degli altri nella sua elezione a presidente della regione.
Certo, questo argomento è anche usato dai “lealisti” del PdL e dall’Udc per richiamare Lombardo a ricomporre la maggioranza uscita dalle urne. Sarà, ma non per questo è meno valido, meno corretto.
Un’altra coalizione, comunque assortita, sarebbe un inciucio o- se si preferisce- un ribaltone. E in Sicilia ne abbiamo avuto già uno (di ribaltone) con esiti a dir poco disastrosi per la regione e per la sinistra che vi si è prestata.
In questa fase, è importante salvaguardare l’idea di un’alternativa al centro-destra che si è rivelato fallimentare a Roma come a Palermo e la necessità del rispetto delle regole della politica e, soprattutto, della volontà degli elettori.
Regole e volontà che si vorrebbero calpestare solo per far luogo ad un inciucio, senza testa né coda.
Ma poi- molti si domandano- questa ineffabile apertura di Lombardo (e Miccichè) al Partito democratico è vera o è solo un artifizio polemico per spaventare i “lealisti” del Pdl e l’Udc e riportarli a più miti pretese?
Il governatore desidera sul serio, è pronto ad operare il distacco da Berlusconi richiesto dal Pd come pre-condizione per l’avvio di un dialogo?
Ammesso e non concesso che Lombardo lo voglia, Micciché ripudierebbe il suo maestro e mentore? E più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago e non che il sottosegretario possa abbandonare Berlusconi (e Dell’Utri).
Si farebbe un governo di minoranza Mpa - Pd?
Su quali programmi, strutture, uomini, scadenze e garanzie si dovrebbe basare un governo di svolta per il cambiamento?
Favole. Favole della crisi di questa società opaca, senza più utopie, dove si agitano ceti dirigenti, improvvisati e mediocri, capaci soltanto di galleggiare in un mare di relitti, “inadatti- come scrive Cioran- sia al trionfo sia allo sfacelo”
Questi ed altri interrogativi rendono altamente improbabile, se non impossibile, l’ipotesi di un nuova giunta allargata al Pd, sia per l’oggi che per il domani.
Se a ciò si aggiungono le gravi conseguenze politiche che ne deriverebbero per la tenuta del precario quadro politico siciliano e nazionale allora si può, agevolmente, dedurre che trattasi della solita manovra strumentale che mira ad usare il Pd come minaccia per far rinsavire Castiglione e Cuffaro e riportarli ad una condizione di ubbidienza debita.
Sarebbe questo un raggiro mortale per il ruolo alternativo che il Pd potrebbe giocare, anche in Sicilia, ora che finalmente sembra aver ritrovato la sua unità di fronte alla crisi lacerante e alle profferte ambigue del centro-destra.

* pubblicato, con altro titolo, in La Repubblica del 1/12/09

lunedì 30 novembre 2009

Aeroporto: cui prodest?

di Alessandro Di Benedetto

Io non c’ero. Lo confesso senza un filo di vergogna, non sono andato alla megamanifestazione indetta dal presidente della provincia di Agrigento per sostenere il mitologico aeroporto di Licata. Non ci sono andato perché mi sembra una presa per il culo una manifestazione indetta da un presidente di destra, in una regione di destra, in una nazione governata dalla destra. Hanno tutte le leve del potere? Se davvero lo vogliono, lo costruiscano questo aeroporto! Se non lo costruiscono significa che non riescono a farlo, quindi, manifestando, non fanno altro che rendere manifesta la loro incapacità. Non ci sono andato perché, contrariamente a quello che pensa il ministro Brunetta, sono rimasto a scuola a lavorare, mentre tutti i politici che dovrebbero lavorare per il loro aeroporto erano a passeggiare al viale. Mentre i ragazzi delle scuole sono stati invitati dai politici a disertare le lezioni per “fare numero”, da utili idioti, alla loro manifestazione.Ma non ci sono andato soprattutto perché lo ritengo una colossale idiozia. Un aeroporto che servirebbe un bacino di utenza corrispondente a circa metà della provincia di Agrigento e un quarto di quella di Caltanissetta. Chissà, per esempio, se gli abitanti del saccense preferiranno due ore di scomoda e pericolosa statale per andare a Licata o un’ora di autostrada per arrivare a Punta Raisi… Un aeroporto che, se anche fosse costruito, farebbe decollare un paio di aerei di linea al giorno, forse. Un aeroporto che costerebbe un pozzo di denaro pubblico, che richiederebbe continui finanziamenti pubblici alle compagnie aeree per farle rimanere nonostante l’evidente antieconomicità. Un aeroporto che, nonostante le balle raccontate, non rilancerebbe il turismo di una provincia senza alberghi in grado di accogliere un turismo residente, con un mare devastato da villette private e privo di strutture di accoglienza, con una valle dei templi che da sola non può tappare tutti i buchi, visto che il turismo “mordi e fuggi” proveniente da Palermo, Catania o Siracusa, riesce benissimo a fruirne senza doversi fermare a dormire. Un aeroporto che nascerebbe già moribondo e che non salverebbe dall’isolamento la provincia. Per questo servirebbero piuttosto delle strade comode, sicure, razionali, tali da collegare la provincia alle grandi città dell’isola in tempi ragionevoli e senza rischiare la vita. Ma se si parla di strade i politici sbuffano. L’aeroporto è un bel sogno da sventolare per illudere i fessi, le strade sarebbero un loro ovvio dovere e il fatto che le strade non ci siano dimostra quanto sia imbelle la classe politica agrigentina, a tutti i livelli. Allora, a chi serve l’aeroporto? Chi ci guadagnerebbe? A vedere lo stuolo di famelici politici con l’acquolina in bocca che hanno animato la manifestazione, un piccolo sospetto mi sorge!

domenica 29 novembre 2009

La Balla dell'aeroporto e della manifestazione

di Paolo Vizzì

Partiamo col dire che ero presente alla manifestazione di ieri al viale della vittoria e con l'aggiungere che ero la per un fortuito caso, visto che dovevo passare per forza attraverso quella "folla Oceanica" con l'aggettivo in maiuscolo.

Posso ancora affermare senza tema di smentita di possedere tutte le diottrie che la signora Nannina mi ha dato e parimenti tutta la capacità di percezione sonora;

Gusto, tatto e olfatto comunicano di essere ancora in attività.

Siamo alle solite, si spaccia una riunione di condominio per una grande manifestazione, si sostiene che la folla di studenti al viale in passeggio sommata ad un centinaio di tra sindaci, sindacalisti e politici abbia ragginto le dimesioni di un raduno stile Woodstock. Il dato fondamentale però non è numero di partecipanti, ma è la solita mancanza di mobilitazione popolare, non si sono mossi per l'ospedale figurarsi che per l'aeroporto.

Un altro dato che penso sia utile evidenziare è l'entità del progetto per il quale si sta facendo tutta questa battaglia che io ritengo assolutamente di secondo piano rispetto alle reali esigenze della provincia. Sarà stato detto migliai di volte, ma voglio qua ribadirlo: a chi pensa che a Licata possa nascere uno scalo stile Punta RAisi o Fontana Rossa dico che è fuori strada. Siamo di fronte ad una struttura che al massimo consentirà l'atterraggio di ATR cioè di aerei ad elica con una 50ina di posti o poco più. In un contesto diverso sarebbe stata una infrastruttura opportuna, nella situazione attuale penso che valga di più la chiusura dell'anello autostradale da castelvetrano a dove finisce la Siracusa Gela o la sistemazione definitiva della tratta ferrata Catania-Agrigento della quale è meglio non parlare. Una cosa sono le ferrovie altra è l'ente provincia, ma a chi viaggia interessa soltanto arrivare rapidamente, in orario e soprattutto in salute. Penso sia più importante connettere Agrigento con gli altri centri che inventarsi Progetti che obiettivamente mi sembrano distanti dalle reali necessità.

sabato 28 novembre 2009

+ servizi sociali - barriere architettoniche - Semplicemente ... VITTORIA


La proposta d'iniziativa popolare dal titolo "+ servizi sociali - barriere architettoniche" da noi lanciata, e valorizzata dalla firma di 339 raffadalesi, ha trovato terreno fertile in consiglio comunale.
Durante i vari interventi, nel corso della seduta di giovedi, si respirava un generale consenso dell'Ordine del giorno presentato dal capogruppo dell'opposizione Aldo Virone.
Questo
ci hanno fatto ben sperare per l'approvazione del documento. E così è stato.

La proposta, portata avanti da Ad Est e Officina Democratica, è stata approvata all'unanimità.


Questi gli impegni per la Giunta comunale.


A) potenziare e rendere più capillare i servizi a sostegno delle fasce di popolazioni più deboli;
B) Aumentare del 10% i fondi nel bilancio del 2010 sul tema;
C) effettuare una programmazione mirata al totale abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture pubbliche, nelle scuole, negli uffici comunali per garantire un facile accesso a tutta la cittadinanza;
D) Rendere la via nazionale e il Piano Progresso, cuore del paese, fruibile a tutta la cittadinanza, realizzando il maggior numero possibile di scivoli in concomitanza con le strisce pedonali.
E) Accertare che gli attuali servizi in essere vengano gestiti in maniera idonea e conforme alle convenzioni sottoscritte dal comune con le cooperative;
F) Istituire una navetta che garantisca ai diversamente abili, agli anziani, la fruizione del mercato settimanale e di ogni luogo di culto.
G) Aumentare gli ausili didattici, il servizio di assistente igienico e alla comunicazione per garantire il sostegno ai bambini nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio di Raffadali.

Da parte nostra ci riteniamo doppiamente soddisfatti.
Sia per l'approvazione della nostra proposta, che ripaga la fiducia che i cittadini di Raffadali hanno riposto in noi.
Sia perchè finalmente, in consiglio, si sia tornati a parlare dei problemi della gente.

Alcune proposte, come rendere fruibile con scivoli e altro, il cuore del paese per i diversamente abili, sono facilmente realizzabili e quasi a costo zero.


Ultima curiosità: molti consiglieri comunali si dicono pentiti per la bocciatura del regolamento sulla "Trasparenza Amministrativa" .. noi diciamo che non è mai troppo tardi per dotare il comune di uno strumento di onestà e libertà.

Tornare indietro spesso è un atto di saggezza..


Officina democratica - Ad Est

venerdì 27 novembre 2009

No Berlusconi Day



Noi ci saremo...

mercoledì 25 novembre 2009

Per la Trasparenza Amministrativa


Manifesto pubblico affisso per le via di Raffadali.
Così ognuno impari a prendersi le sue responsabilità.
Seguiremo ad informare i cittadini anche per le altre tre mozioni da noi presentate e che andranno in discussione nei prossimi giorni, a partire da domani con il testo per il rafforzamento dei servizi sociali.
Nomi e cognomi e atti resi pubblici da noi.
Se la Politica è allergica alla trasparenza...Noi non lo siamo...

martedì 24 novembre 2009

Dalle parte dei più deboli. Arriva in consiglio comunale la petizione sui Servizi sociali di Ad Est e Officina democratica


Giovedì 26 novembre alle ore 20:00 presso Aula consiliare è stato convocato il Consiglio Comunale.Tra i punti all'ordine del giorno la proposta avanzata dalle Associazioni Ad Est ed Officina Democratica e supportata dal sostegno del consigliere Aldo Virone, che punta al miglioramento dei servizi sociali.La petizione impegna la Giunta ed il consiglio comunale ad effettuare:

A) potenziare e rendere più capillare i servizi a sostegno delle fasce di popolazioni più deboli;


B) Aumentare del 10% i fondi nel bilancio del 2010 sul tema;


C) effettuare una programmazione mirata al totale abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture pubbliche, nelle scuole, negli uffici comunali per garantire un facile accesso a tutta la cittadinanza;


D) Rendere la via nazionale e il Piano Progresso, cuore del paese, fruibile a tutta la cittadinanza, realizzando il maggior numero possibile di scivoli in concomitanza con le strisce pedonali.


E) Accertare che gli attuali servizi in essere vengano gestiti in maniera idonea e conforme alle convenzioni sottoscritte dal comune con le cooperative;


F) Istituire una navetta che garantisca ai diversamente abili, agli anziani, la fruizione del mercato settimanale e di ogni luogo di culto.


G) Aumentare gli ausili didattici, il servizio di assistente igienico e alla comunicazione per garantire il sostegno ai bambini nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio di Raffadali.


Al riguardo, e per rendere tangibile lo sforzo della politica nei confronti delle fasce sociali più deboli, Ad Est e Officina democratica hanno proposto un Ordine del giorno, presentato dal Capogruppo dell'opposizione Aldo Virone, come atto d’indirizzo e per esprimere un voto che impegni la Giunta ed in Sindaco.


Ad Est e Officina democratica hanno svolto il loro compito di pungolo, ora tocca ai consiglieri comunali discutere, magari emendare o aggiungere atti che devono però trasformarsi in fatti.


Speriamo non arrivi un altra astensione di massa.


Invitiamo tutti coloro che hanno sostenuto la nostra battaglia e chiunque senta la necessità di esserci ad intervenire al consiglio comunale.


Vi terremo aggiornati


Ad Est dalla parte dei cittadini