
di Vincenzo Lombardo
Non mi convince questa analisi. Non bisogna essere di memoria corta.
Quando Veltroni, disattendendo le proposte di riforma elettorale avanzate dal ministro per i rapporti col parlamento, Chiti, propose, da extraparlamentare, un sistema elettorale ad immagine sua e di Berlusconi, Mastella ebbe a dichiarare che lui non sarebbe rimasto in un governo in cui "gli alleati" tentavano di annientarlo.
Da tempo si moromorava che il PD stava diventando un problema per il governo.
Una domanda all'estensore dell'articolo. Ma qual'è questo "paese" per il cui bene si deve fare la legge elettorale? Questo paese comprende i milioni di cittadini che hanno visto ulteriormente peggiorare la loro condizione di vita materiale negli ultimi due anni? e chi salvaguarderebbe gli interessi di questi ceti subalterni? I partiti che si vogliono accordare -PD e FI- per farsi la loro legge? Non credo che ai ceti disagiati convenga affidarsi alla carità ed al buon cuore di Berlusconi e Veltroni. E' meglio che i loro rappresentanti se li scelgano autonomamente. Non è che dietro "l'amore per il paese" si nasconde il terrore del PD di affrontare una campagna elettorale "da solo", secondo la geniale trovata dello scienziato Veltroni?
Se proprio si vuole fare una legge elettorale si rispetti la democrazia. Non si utilizzino emotivamente e in modo fraudolento le categorie della stabilità e della governabilità per escludere dalla partecipazione libera e fregare le categorie sociali più deboli. Bastano ed avanzano gli USA, per questo magnifico modello.
Quindi sitema elettorale proporzionale con preferenza unica, divieto di cumulo di candidature in più circoscrizioni, collegio unico nazionale per il senato.
Altri espedienti truffaldini faranno aumentare l'esercito dei vaffanculo. E fino a quando la protesta si ferma al non voto e alla rivolta verbale va ancora bene.
Nessun commento:
Posta un commento