
di Giovanni Di Benedetto
Sono davvero gravi, ma al contempo rivelatrici, le proteste del Sindaco Zambuto che non ha saputo trovare nulla di meglio da fare che prendersela con il cantante degli Aretuska Roy Paci. Come se intonare un motivetto di scherno nei confronti di un condannato per avere favorito dei mafiosi fosse un atto di lesa maestà. È questa la concezione della democrazia e il rispetto per la libertà di pensiero che il primo cittadino della Valle dei Templi sa dimostrare? Forse sta proprio in questa levata di scudi la dimostrazione del fatto che la tanto pretesa discontinuità e il tanto proclamato cambiamento sono soltanto belle parole. Gli antichi maestri non si abbandonano mai.
Non appena si tratta di porre all'attenzione della cittadinanza lo scandalo rappresentato dalla condanna a cinque anni di Cuffaro, con l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena per favoreggiamento semplice e rivelazione di segreti d'ufficio, il suo ex segretario provinciale dell'UDC salta su tutte le furie. Altro che rinnovamento e cambiamento al di sopra dei partiti. Vorremmo ricordare al nostro Sindaco che la sentenza di condanna, come commenta anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, dimostra l'esistenza delle talpe e del favoreggiamento ai mafiosi. "È rimasto provato il favoreggiamento da parte del presidente della Regione di singoli mafiosi come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Greco, Aiello e Miceli."
È inconcepibile che un rappresentante delle istituzioni anziché porre al centro del proprio operato la questione morale e la lotta alla mafia si preoccupi di solidarizzare con chi è stato condannato a cinque anni per avere favorito singoli appartenenti a Cosa Nostra. È la dimostrazione che nulla è cambiato e che la politica che governa le istituzioni della nostra città si muove ancora nel segno del trasformismo e del trasversalismo più beceri. Il cuffarismo è stato in questi anni il terminale di un blocco di potere che ha tutelato interessi ben individuabili, che ha alimentato ingiustizia e disuguaglianza, che ha soffocato in una cappa di potere Agrigento e l'intera Sicilia. Occorre avere il coraggio di prendere le distanze da questo sistema di potere: cambiare casacca per ingannare gli elettori non basta.
Sono davvero gravi, ma al contempo rivelatrici, le proteste del Sindaco Zambuto che non ha saputo trovare nulla di meglio da fare che prendersela con il cantante degli Aretuska Roy Paci. Come se intonare un motivetto di scherno nei confronti di un condannato per avere favorito dei mafiosi fosse un atto di lesa maestà. È questa la concezione della democrazia e il rispetto per la libertà di pensiero che il primo cittadino della Valle dei Templi sa dimostrare? Forse sta proprio in questa levata di scudi la dimostrazione del fatto che la tanto pretesa discontinuità e il tanto proclamato cambiamento sono soltanto belle parole. Gli antichi maestri non si abbandonano mai.
Non appena si tratta di porre all'attenzione della cittadinanza lo scandalo rappresentato dalla condanna a cinque anni di Cuffaro, con l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena per favoreggiamento semplice e rivelazione di segreti d'ufficio, il suo ex segretario provinciale dell'UDC salta su tutte le furie. Altro che rinnovamento e cambiamento al di sopra dei partiti. Vorremmo ricordare al nostro Sindaco che la sentenza di condanna, come commenta anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, dimostra l'esistenza delle talpe e del favoreggiamento ai mafiosi. "È rimasto provato il favoreggiamento da parte del presidente della Regione di singoli mafiosi come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Greco, Aiello e Miceli."
È inconcepibile che un rappresentante delle istituzioni anziché porre al centro del proprio operato la questione morale e la lotta alla mafia si preoccupi di solidarizzare con chi è stato condannato a cinque anni per avere favorito singoli appartenenti a Cosa Nostra. È la dimostrazione che nulla è cambiato e che la politica che governa le istituzioni della nostra città si muove ancora nel segno del trasformismo e del trasversalismo più beceri. Il cuffarismo è stato in questi anni il terminale di un blocco di potere che ha tutelato interessi ben individuabili, che ha alimentato ingiustizia e disuguaglianza, che ha soffocato in una cappa di potere Agrigento e l'intera Sicilia. Occorre avere il coraggio di prendere le distanze da questo sistema di potere: cambiare casacca per ingannare gli elettori non basta.
(Ci associamo a quanto scritto da Giovanni Di Benedetto.Zambuto ho perso un'ottima occasione per stare zitto. Gato)
1 commento:
d'accordo su tutto.
Mario Pardo
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