lunedì 11 agosto 2008

Antimafia nelle scuole. L'Appello!

Appello alle istituzioni e ai cittadini italiani per l'insegnamento dell’antimafia nelle scuole.
Chiediamo al Parlamento Italiano di approvare a breve termine una legge per l’insegnamento dell’antimafia nelle scuole. Rivolgiamo un pressante invito ad adoperarsi per il raggiungimento dei suddetti obiettivi al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, al Presidente del Senato, al Governo e a tutti quei Parlamentari cui preme, come a noi, contribuire all’effettiva realizzazione della funzione costituzionalmente assegnata all’educazione scolastica, che non è mero travaso di nozioni, ma passaggio cosciente di un testimone della memoria della storia della legalità di questo Paese.

Testo del disegno di legge.

Art. 1 Le scuole medie e superiori istituiranno, inserendole nelle attività curriculari dell’insegnamento della Storia, un'unità didattica sul tema della mafia,con l’obiettivo di insegnare l'antimafia a scuola. Su questo tema una più diffusa e corretta informazione è il punto di partenza anche per l'educazione ai valori della legalità . Nell’unità didattica verrà data priorità alle testimonianze orali e scritte, alle documentazioni ufficiali,alla storia della mafia, all’intreccio tra: economia, politica, società e al tema dei rapporti internazionali della mafia.


ADERISCI http://scuolantimafia.ilcannocchiale.it/

2 commenti:

Κοπρεύς ha detto...

Caro Gaetano, ho votato "no" nel sondaggio sul tema aperto da questo post e vorrei spiegare perchè. Naturalmente sono convinto che la scuola abbia un ruolo decisivo nel trasmettere la cultura della legalità e dell'antimafia e, nel mio piccolo, cerco di realizzarlo, tuttavia sono contrario a far diventare questa convinzione una legge. Anzitutto perchè non si può imporre nessuna sensibilità antimafiosa per legge, andrebbe a finire come le tante cose che la scuola "deve" fare e non riesce a fare. In secondo luogo perchè la mentalità antimafiosa non si può chiudere nel ghetto di una unità didattica ma deve essere parte di ogni insegnamento, deve trasudare da ogni parole pronunciata a scuola, senza che necessariamente si debba esporre l'etichetta dell'antimafia. In terzo luogo perché nella scuola italiana esistono insegnanti che, per la maggior parte, non hanno bisogno che qualcuno imponga loro per legge di educare all'antimafia, ma lo fanno autonomamente, nel silenzio e, spesso, nell'ostilità; quei pochi che non hanno tale sensibilità o che ne hanno (dio non voglia) una contraria, non verranno certo convinti da una legge. Però è utile la provocazione: cosa può e deve fare la scuola per diffondere una mentalità antimafiosa? A questa domanda, come educatori, una risposta dobbiamo darla.

Gato Alessi ha detto...

Alessandro, la verità è anche che nel nostro paese i morti sappiamo solo sventolarli o piangerli. Credo che ti capiti spesso a scuola di trovare ragazzi che conoscono più Rocco Siffredi che Rocco Chinnici.
Come è vero che il lavoro svolto da Falcone e Borsellino non è conosciuto da quasi nessuno.Sappiamo che sono morti..piangiamoli o dedichiamogli la serata o l'iniziativa...e basta così. Anch'io sono allergico alle costrizioni. Ma ti ricordo che l'anno scorso in un Liceo di Agrigento un ragazzo rimproverò Rita Borsellino (durante un'iniziativa sul fratello) di non aver portato la controparte..Qualche insegnate poteva pur spiegargli che la controparte era la mafia...Credo che a scuola si deva parlare di mafia, non nei mille corsetti sulla legalità, ma in senso didattico.Poi è una mia idea...contestabile..come tutta le idee...Grazie per il contributo.