venerdì 28 maggio 2010

La Rete non si ferma

di Gaetano Alessi

La paura di quello che non si può controllare è sempre stato il maggior cruccio di chi è al potere. L’inaspettato, la stanza buia e vuota che può essere riempita d’ogni cosa, ma non sai cosa.Per questo il governo in carica ha tanta paura della rete. Perché è di tutti, è democratica e soprattutto è piena d’uomini e donne che con poco e con passione trasmettono notizie, si sentono forti, diventano meno soli. Fateci caso: viviamo nell’epoca dei mezzi di comunicazione, ma per assurdo i rapporti interpersonali si sono diradati. Il senso di solitudine amplificato.Perché la normale trasmissione di notizie è in mano alla vera dittatura che in questo paese va avanti da anni: quella dei mezzi pubblicitari e d’informazione.Figa e caviale, mattina, mezzogiorno e sera sparati a raffica da telegiornali di regime, mentre nella vita reale la fame spesso ti stringe come tornio lo stomaco.Fame reale (sempre più celata per vergogna, ma sempre più presente), ma anche di cultura, di sorrisi, di futuro, di solidarietà, di socialità.Potere,tutto accentrato con un enorme conflitto d’interessi nelle mani del Presidente del Consiglio.Grazie spesso al silenzio, non disinteressato, delle opposizioni.Tutto, tranne una cosa, la rete.Grazie alla rete progetti come Ad Est rimangono in vita, trovano “compagni di viaggio”, informazioni. Riescono a trasmettere segnali. La lettera aperta a Silvio Berlusconi ( http://gaetanoalessi.blogspot.com/2010/05/se-ci-volete-silenti-dovete-spararci.html) è uno di questi segnali. Partita da un “enter” di una piccola stanza “straniera” di Bologna, pensata da un pugno di siciliani è stata sposata da centinaia di sensibilità di tutto il paese. Da grido di sfida “se ci volete silenti dovete spararci” si è tramutata in poco tempo in un “manifesto” dei “giornalisti per amore”. Decine di blogger l’hanno rilanciato in rete; “Informare per Resistere” ha dato eco; la redazione di AnnoZero per ben due volte ci ha espresso il suo sostegno; Pino Maniaci di TeleJato l’ha letta alla Sala dei Notari a Perugia ai ragazzi delle Radio Universitarie; domani (29 maggio) sarà letta a Napoli in Piazza Plebiscito dal palco del Popolo Viola che si batte contro la Legge Bavaglio. Connubio tra attività sul territorio, dove si mischiano rabbia sangue e sudore, e la libera circolazione di notizie, di stimoli. Senza "guru" inutili, senza filtri, facendo leva solo sulla passione civile e l'orgoglio sociale.Segnali. Segnali che sono importanti, che fanno capire che non si è mai soli anche quando la disperazione ti prende alla gola.Segnali che ti riportano a guardare al futuro con ottimismo.Segnali che fanno capire ad ogni ragazzo, in ogni parte di questa misera e splendida Italia, che la sua voce è la voce di tutti.Resistere..resistere..resistere..finchè gli agnelli non diventeranno leoni.Noi amiamo i posti in cui viviamo. Solo per questo non possiamo perdere.La rete non si ferma.

Ad Est




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