lunedì 15 ottobre 2007

Oltre tre milioni di voti, un forte segnale a tutta la politica italiana


di Giorgio Santelli

Tre milioni e trecentomila voti. Basta questo dato per affermare che le primarie del Pd sono state oggettivamente un successo. Al di là del giudizio sul progetto politico, al di là della percentuale del 75% che incorona Veltroni, le elezioni di ieri sanciscono una sorta di prova di appello per la politica. Di fronte ad un momento forte di antipolitica, milioni di elettori di centrosinistra sono andati al voto per chiedere, alla politica, di rinnovarsi. Lo hanno fatto un po' come avvenne per le primarie dell'unione. Ma i tre milioni e più di oggi valgono forse anche di più. Allora, al voto, andarono tutti gli elettori di centrosinistra. E allora il centrosinistra era all'opposizione e, a stimolare il voto, era lo spauracchio del governo Berlusconi. Questa volta sono andati al voto solo coloro che intendono partecipare alla fondazione di un nuovo partito. Molti di questi elettori proseguiranno la loro avventura nel Pd, iscrivendosi al nuovo soggetto politico. Altri sceglieranno un percorso diverso. Ma è importante cogliere il messaggio che arriva da tutti i votanti. Nonostante le liste bloccate e un candidato che dovrebbe vincere senza grandi difficoltà, ancora una volta milioni di persone hanno affermato che il ruolo della politica non può essere sostituito dal qualunquismo, dall'antipolitica fine a sè stessa.

Ora, da questo voto che è in parte anche voto di protesta, ci si aspetta una proposta di governo del paese. E ci si aspetta anche che i milioni di voti possano funzionare da stimolo per un governo, quello presieduto da Prodi, che oggettivamente sta arrancando a forza di compromessi e scelte per un'alleanza estesa e litigiosa. E' una sorta di prova d'appello. Dal voto la politica e il centrosinistra devono cogliere questa richiesta. Rinnovate la politica e governate il paese. E la speranza è che il percorso avviato dal Pd possa essere da stimolo anche per la semplificazione della politica a sinistra, provocando una voglia di unione anche nella sinistra radicale. Lo stesso ragionamento vale per il centrodestra dove un partito che è quello di maggioranza della coalizione di centrodestra - Forza Italia - non ha mai fatto un congresso per definire col voto il proprio leader. Immaginare che il voto di queste primarie possa spingere anche il centrodestra a studiare meccanismi di partecipazione democratica al proprio interno potrebbe essere un ulteriore risultato positivo di questa elezione primaria.

Articolo 21, come abbiamo sostenuto da sempre, non partecipa al percorso fondativo del Pd. La nostra è un'associazione che vede al proprio interno anime diverse e appartenenze diverse. Ma non possiamo che essere felici nel momento in cui vi sono momenti di partecipazione democratica alla vita politica del paese. Questo è il più grande risultato che ci si poteva aspettare da questo voto. E questo risultato lo si è ottenuto.

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