mercoledì 12 dicembre 2007

Gaetano Alessi da oggi su ideeradio


(Con questo articolo inizio la mia collaborazione con il sito nazionale www.ideeradio.it .Blog creato e diretto da Francesco Anzalone da anni in Rai ed anima del mondo radiofonico italiano.Non posso nascondere l'emozione che mi da questa collaborazione dopo quella con Articolo 21.......ma se sono così pazzi da farmi scrivere.... Beh ora sono fatti loro!!!! Il pezzo di apertura l'ho dedicato a quello che è una parte pulsante del mio cuore: l'esperienza che ho vissuto a Radio Popolare Raffadali.Avrei voluto scrivere di più, citare tutti i ragazzi che con me hanno vissuto quei mesi intensi, come Melchiorre Martorana, Nicola Giglio, Luigi Moscato, Totò Cuffaro, Peppe Pedalino ecc. ecc. ma non avevo tutto lo spazio necessario.... Ma spero di trovarlo in futuro.... e magari riaccendergli un microfono sotto la bocca...

Intanto vi invito a fare di idee radio uno dei vostri blog...

P.s di solito non è cortese pubblicare l'articolo prima del Blog di riferimento....ma Francesco mi perdonerà....

Gato


Show must go on
di Gaetano Alessi
"Avevo sedici anni ero timido nei panni di un ribelle visto alla televisione, ma la forza dell'amore la conoscevo già". Così cantava Eugenio Finardi e non trovo parole migliori per descrivere come ero io nel 1992 in quel di Raffadali, famosa “roccaforte rossa” in provincia di Agrigento. Erano tempi diversi. Non avevamo i cellulari ed internet era futuro remoto. Io cresciuto a pane e PCI coltivavo la mia voglia di evasione più sulle pagine di Zagor e Mister No che sui quotidiani nazionali. I soldi in tasca erano pochi e chi possedeva una Vespa 50 era un privilegiato. La vita dei ragazzi del mio paese si estendeva tra le località di Businè e Lupo Nero (gli equivalenti raffadalesi della famosa "Tra Via Emilia e il West" di Guccini). Per sognare bastavano le pagine di un libro o una scampagnata con gli amici. Da lì a poco avrei però conosciuto un altro mezzo per coltivare sogni e realizzare speranze: la Radio. Dico la verità: non entrai a Radio Popolare Raffadali per grande trasporto morale, ma perché mi piaceva una ragazza. Un tappetto biondo tutto pepe. Preparai insieme agli amici di sempre, Paolo e Osvaldo Vizzi, un programma dal titolo improbabile: "JazzRockBarokTrasgressalFunkProgressivo". Fu un successo e cominciai così la mia avventura in etere. Dentro quelle mura di via Macello imparai che la parola è un respiro e sa far male. Eravamo tutti uguali. Dietro il microfono non c’erano ricchi e poveri, belli o brutti, ma solo ragazzi e ragazze che avevano qualcosa da dire. In quell'esperienza nacquero amicizie incredibili, amori e odi. Io diedi il mio primo bacio sulle note di Hotel California (non perché mi piacesse il pezzo, ma perché durava tanto e mi permetteva di abbandonare lo studio). Era un’estate calda in Sicilia, in tutti i sensi. La bomba che uccise Falcone ci colse impreparati, ci lasciò interdetti. Troppo giovani per capire cosa era successo. La bomba che uccise Borsellino, invece, restò un tatuaggio nell'anima di ognuno di noi. Ricordo quei terribili momenti come se fossero ancora vivi. Quando sentii la notizia crollai dentro uno scatolo di cartone posto davanti l'unico pub del paese. Restai lì per ore, senza riuscire a dire nulla. Lo sguardo era perso nel vuoto, disturbato dalle luminarie che ricordavano a tutti che era la festa patronale del paese. Chiedemmo all'allora arciprete, dai microfoni della radio, di non far svolgere i giochi pirotecnici quella sera. Non c'era nulla da festeggiare. Il delegato di Dio ci rispose che la sua morale gli imponeva di continuare la festa (la stessa morale che alcuni mesi dopo gli impose di lasciare la tunica per fuggire con la fidanzata del suo migliore amico!). In quel momento, all'indifferenza generale si oppose solo la radio. Da lì a poco tutti ci diedero ragione e sbocciò la primavera siciliana. La radio è l'alveo naturale per trasmettere le passioni e le parole di chi non ha voce. Amplifica in maniera unica i pensieri ed i concetti, rende le pulsioni parole e le parole fiamme e serpenti contro i potenti. La radio è libertà. Nei mesi che seguirono quel luglio maledetto, a Radio Popolare si formarono quei ragazzi che per molti anni avrebbero animato le lotte sociali e culturali nella provincia di Agrigento. Io ne coordinai le ultime battute insieme a Salvatore Scifo. Ci chiusero un giorno di fine settembre. La legge Mammì incombeva. Noi eravamo diventati tanti ed avevamo incominciato anche a prendere il brutto vizio di pensare. "Meglio spegnerli" pensò qualcuno. Quando il custode della Casa del Popolo (che ospitava la sede della radio) ci impose la chiusura, come ultimo pezzo inserimmo Show must go on dei Queen: Lo show deve continuare! Sono passati 15 anni da allora. Tanti per uno che ha visto la sua vita scorrere in appena sei lustri. Ma quel titolo "Lo show deve continuare" è rimasto impresso come una promessa morale nei confronti del luogo in cui ho vissuto ed in cui voglio tornare a vivere. Nell'agosto scorso durante la festa nazionale de l'Unità ho ritrovato il piacere di fare radio, grazie a Francesco Anzalone e Alessandro Cerra e forse il mezzo tecnico per mantenere quella promessa. Magari la prossima volta che parlerò da un microfono non sarà via etere ma via Bit. Nel frattempo vi racconterò da questo sito altre storie di Radio in quanto, rubando le parole a Eugenio Finardi, "Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente, se una radio è libera ma libera veramente, piace anche di più perché libera la mente".

2 commenti:

Gaetano Alessi ha detto...

...come sai non pubblicherò il commento anonimo...ma grazie...grazie davvero.Sai mi piacerebbe che un giorno tutti si potesse parlare,discutere, senza alcuna remora e nella più totale sincerità...sai si vive una volta sola...però vorrei anche ricordare le storie della nostra generazione...Ti ricordi, non avevamo niente,pochi soldi,poche strutture, però eravamo vivi.. le cose ce le inventavamo, le costruivamo... è vero siamo una generazione sconfitta, ma non per questo chi viene dopo di noi deve fare la stessa fine...aiutiamoli e aiutiamoci... grazie ancora Gato

enzino ha detto...

che bei tempi!!!!!!!!!!!!!!