
di Vincenzo Lombardo
A proposito di vecchi e giovani (commento definitivo all'intervento di gianbronzo)Ho letto il tuo commento piuttosto stizzito, se non proprio risentito, e mi sono meravigliato parecchio, sia per il tono che per il contenuto.Per quanto mi riguarda questo intervento vuole essere chiarificatore e definitivo perché non serve a nessuno continuare una sterile polemica. Tuttavia non è possibile accettare giudizi affrettati, derivanti, oltretutto, da una errata comprensione di quanto penso ed ho scritto. E se questo intento non è gradito, non ho nessuna fregola di apparire, non è mai stato nel mio stile di vita privato e pubblico.Detto ciò, è bene precisare che io non ho parlato di contrasti fra giovani e vecchi. Questo tema è invece gradito ai miei, e penso, tuoi avversari: i poteri forti che puntano a creare un conflitto fra generazioni per togliere ai lavoratori e alle lavoratrici le conquiste che hanno realizzato in decenni di lotta. L’intento non dichiarato è quello di fregare, per usare termini diretti, gli uni e gli altri, rubando agli adulti il presente e ai giovani il futuro.Personalmente sono stato sempre un fautore della promozione e della responsabilizzazione dei giovani. E’ bene che tu sappia che il circolo del mio partito è stato per anni, sotto la mia direzione, il più giovane della provincia: età media 27 anni. Immagino che ti rendi conto che non è stato casuale. Una delle cose che più mi ha colpito durante l’ultima campagna elettorale amministrativa è stata l’espressione che Tano Alessi, vera anima di quella battaglia, mi ha rivolto: “La curpa è tò” ( s’intende, se sono qui a battagliare). A proposito di Gaetano voglio ripetere qui ciò che ho detto in un’assemblea alla sede del comitato. E’ stata grazie alla sua tenace resistenza, al suo contributo per mantenere acceso un minimo di dibattito civile, nel silenzio delle forze politiche durante il quinquennio amministrativo del centro destra, che è stato possibile animare una battaglia elettorale. Molti dei giovani raffadalesi che riescono a non essere banali sono transitati da quella organizzazione. Qualche nome? A partire da Gaetano Alessi, e poi tanti altri: Totò Scifo, Massimiliano Lombardo, Josè Galletto,Maurizio Galletto, Andrea Trapani, Totò Frenda,M.Elena Scavariello etc. Certo qualcuno ha pensato di “rusicarisi a corda”, ma ognuno risponde delle proprie azioni. Ma perché l’ho fatto? Per “salvarli”, come pensi tu? Non scherziamo, non sono,e non voglio essere, un Don Gelmini in tenuta laica. Il fatto è che ho sempre pensato che i giovani sono il futuro, ed una gioventù formata e responsabilizzata è una garanzia anche per gli adulti, quindi sono i giovani che possono salvare gli adulti o, come dici tu, i vecchi. Il mio discorso verteva su altre considerazioni. Non c’è alcun dubbio che molti giovani non hanno il coraggio di andare contro corrente e preferiscono acquartierarsi nelle anticamere o “giacere languidamente tra le cosce” del potere. Guardati attorno. Quanti giovani a Raffadali sfuggono al fascino discreto del potere? Non credo che ci sia da essere ottimisti. Anche tanti giovani fanno proprio il motto”Nantri scarsi nni jttamu pi li rami carricati”La ingenuità è la condizione di purezza del fanciullo, è lo stato d’animo di chi si predispone verso il futuro con atteggiamento ottimistico. Sai, “ i bambini fanno oh” Certo, può capitare che qualcuno approfitti di questa predisposizione giovanile per strumentalizzarla a fini propri. E’ nelle cose, anche perché il giovane non è sorretto dall’esperienza, che ti fa diventare più razionale e meno sognante.Per quanto mi riguarda continuo a sognare. Un altro mondo,senza guerre, dove l’uomo si rende conto che la sua salvezza dipende dalla salvezza dell’ambiente in cui vive; un mondo in cui all’infantile “io, mio” si sostituisca il più maturo e civile “noi, nostro”. Ma stiamo parlando di un altra civiltà. Verrà? Non lo so. So però che uomini hanno dato perfino la vita per il sogno. Per me dedicare ad esso i pochi malmessi anni che restano è un imperativo morale, prima che una scelta politica.Ma per perseguire il sogno in modo non stupido debbo capire il mondo in cui vivo, debbo capire le dinamiche che preparano gli scenari futuri, le forze che si muovono e gli obiettivi che esse vogliono raggiungere. Se mi manca questa informazione-formazione sono destinato a svolgere un ruolo non autenticamente libero, e il mio sogno resterà una chimera affidata al caso e all’irrazionalità. A meno che scelgo di sopravvivere nel pragmatismo volgare e provvisorio.Su questo punto dissento totalmente da te. Occuparsi dei fatti nazionali e internazionali fa parte dell’abc dell’agire politico, tanto più oggi, nell’era della globalizzazione dove ciò che succede a Pechino, New York, Bruxelles etc. ha ripercussioni a cascata in tutto il mondo. Perché credi che centinaia di migliaia di giovani e non si sono mobilitati e si mobilitano in occasione dei vertici del G8, come quello di Genova del 2001? Per il piacere di fare casino o perché si rendono conto che le decisioni dei grandi paesi avranno ripercussioni sulle loro vite, ovunque essi vivano? La risposta mi pare ovvia, anche per te. Se non è così, se pensi che si possano risolvere i problemi particolari più seri prescindendo dal quadro generale, credo che non esistano i presupposti minimi per intessere un dialogo fruttuoso . Questo non esclude che possano esistere questioni tipicamente locali per i quali l’intervento dell’amministrazione è decisivo. Ma anche qui, occhio: un’amministrazione può decidere di spendere i fondi per sterilizzare l’opinione della gente attraverso la distrazione ludica o agire per conseguire una consapevolezza critica, istruita della sua gente. La scelta non è neutra o casuale: dipende dal quadro generale culturale a cui si fa riferimento e dall’obiettivo che si vuole conseguire. Ciononostante, penso che sia possibile ed utile per tutti assumere delle iniziative locali volte a migliorare l’aspetto del nostro paese e lavorare per una politica amministrativa che risponda ad una visione più prossima al mio e tuo sentire.Personalmente ho qualcosa da suggerire, che non posso fare in questo spazio. Se si creano occasioni e momenti di incontro sarò ben lieto di collaborare con quei giovani che non si sentono vecchi dentro, cioè appagati, realizzati, finiti.CordialmenteVincenzo lombardo
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