mercoledì 23 luglio 2008

I giorni tristi dell'indifferenza.

di Giorgio Santelli

Sono tempi veramente difficili per il nostro Paese. Due questioni fondamentali. Da una parte gli uomini dello Stato dicono “Punirne uno per educarne cento” (così si rivolge ai giudici il Ministro Rotondi”; “Toh”, dice il ministro Bossi facendo l’indice all’inno italiano; “Il Csm è una cloaca” afferma l’ex Ministro Gasparri ora a capo dei senatori del Pdl. E tuitto questo accade fra l’indifferenza di alte cariche dello Stato come i Presidenti di Camera e Senato che, al contrario, avevano fatto dichiarazioni congiunte contro Sabina Guzzanti e Beppe Grillo. E poi c’è un’altra grande indifferenza. Tragica e penosa. Quella dei bagnanti indifferenti a corpicini delle due ragazzine Rom affogate a Torregaveta. Violetta e Cristina, 12 e 11 anni muoiono annegate e le due piccole bare dopo e i loro corpicini prima vengono guardate con indifferenza dai bagnanti che, imperterriti, continuano a prendere il sole. Un atteggiamento che non sarebbe stato tale nemmeno se a morire fosse stato un piccolo cane randagio.

Ha ragione il Cardinale Sepe: «Sono queste le immagini che della nostra città non vorremmo mai vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato per il mondo una Napoli sommersa dalla spazzatura - dice il cardinale - la tristezza viene non solo da quei due corpi sotto i teli, segno di una tragedia ancor più penosa di quelle catalogate come "morti sul lavoro", ma proprio dalla gente sull´arenile che non prendeva parte e non si sentiva per niente coinvolta. Girarsi dall´altra parte, o farsi gli affari propri, può essere a volte più devastante degli stessi eventi che accadono», è il monito lanciato dall´arcivescovo che intravede all´orizzonte i fantasmi di un´altra spina per la città appena uscita dal disastro dei rifiuti: quella dell´indifferenza: «Questo non è un sentimento per gli esseri umani - ragiona il cardinale Sepe - e meno che mai poteva e doveva essere per Violetta e Cristina, già segnate da una vita di stenti e forse debilitate dal peso di pregiudizi difficili da sopportare per la loro età». Per Napoli, aggiunge l´arcivescovo, «è tempo di parole chiare. E non vorremmo che proprio l´indifferenza, in una comunità così generosa e ricca di umanità, possa profilarsi come una, e più grave, emergenza». Ci sentiamo di condividere ogni sua parola.

Facciamo una scelta di redazione. Fino al giorno dei funerali delle due piccole ragazzine, Articolo 21 tiene questa notizia e queste foto in prima, e apre un forum tra i lettori per comprendere se davvero quest'Italia indifferente sarà l'Italia a cui, nostro malgrado, dovremo abituarci.


Ad Est aderisce all'iniziativa di Articolo 21 e chiede a tutti i blogger del Konsorzio e aderenti a Kilombo di fare altrettanto. Rivolge a tutti voi, lettori, avventori e amici l'invito a lasciare un commento. Dobbiamo davvero rassegnarci all'indifferenza?

5 commenti:

conteoliver ha detto...

Quella indifferenza è agghiacciante.
Bisogna contrastarla prima che contagi tutti.

mario ha detto...

Condivido e sottoscrivo, cosa devo fare ?
mario

korvorosso ha detto...

più passa il tempo e più mi convinco che la cosiddetta civiltà ha passato il punto di non ritorno.
Prendo la foto e la metto nel blog.
ciao

equoasciacca ha detto...

Ho messo la foto nel mio ultimo post

Andrea Trapani ha detto...

Indifferenti alla morte altrui.
Così siamo diventati dopo una vita di mangiare al MAc Donald e di guardare tv al plasma grandi quanto le pareti.
Mi chiedo fino a che punto vale la pena continuare a restare nella parte "ricca" del mondo. Sembra che a tanta ricchezza di oggetti corrisponda una agghiacciante povertà di sentimenti umani.
Povera Italia....

Andrea Trapani