domenica 7 settembre 2008

Ciclo: L'Analisi. Davide Mangione per Ad Est

di Davide Mangione

Utopia.

È questa la parola che mi viene in mente per cercare di tradurre i miei pensieri. Quotidianamente, purtroppo per me e per chi mi sta accanto, mi chiedo perché nessuno voglia, realmente, il cambiamento (in qualcosa di migliore), la giustizia, l’onestà, il benessere intellettuale e fisico, la libertà.

Utopia, perché quando penso ad una soluzione per risollevarCi tutti mi vengono in mente soltanto cose umanamente e concretamente realizzabili, ma chissà per quale strano motivo etichettate da tutti come “fesserie”, utopie appunto. D’altronde se è utopico pensare a debellare raccomandazioni, favori personali, leggi ad personam, auto blu, scorte ad illustri sconosciuti, logge massoniche, o sperare che tutti facciano ciò che è giusto fare solo perché è giusto che si faccia, allora penso e dico sempre e solo fesserie!!!

È facile criticare sempre e solo la politica e i politici attuali (anche se esistono infinite ragioni per farlo). I politici, se ci penso bene, sono uomini come noi e fanno ciò che la maggior parte degli uomini farebbe, se potesse. Il problema, secondo me, è da ricercare proprio in ognuno di noi.

Sicuramente il problema principale da dover risolvere è la mafia. La mafia, anzi la MAFFIA è la radice di una quercia secolare, si insinua ovunque, troppo facilmente, e quello che sta accadendo ultimamente mi fa particolarmente paura. Oramai si assiste ad una sorta di assuefazione che non consente neanche di percepire il fenomeno, e se lo si percepisce, lo si percepisce come un fenomeno normale. E ciò sta diventando il vero punto di forza della mafia. Alludendo ad una frase di Charles Baudelaire riguardante Satana : “la più grande astuzia del Diavolo è quella di far credere al mondo di non esistere".

Troppo spesso, infine, sento parlare di figure eroiche, di martiri della giustizia, esempi da seguire e tenere sempre a mente. Io credo che uomini quali il giudice Falcone, il giudice Borsellino, il generale Dalla Chiesa, Peppino Impastato e altri uomini meravigliosi come loro, siano sicuramente uomini eccezionali, d’indubbio valore, esempi rari che il mondo ha avuto la fortuna di ospitare. Ma secondo me il considerare loro degli EROI ha avuto delle conseguenze negative, perché in realtà loro sono stati, sono e saranno sempre degli EROI ma hanno fatto quello che avremmo dovuto fare anche noi, quello che dovremmo fare anche noi. Quindi Loro sono EROI, ma noi?

1 commento:

Per una decrescita felice ha detto...

Senza bisogno di essere eroi, si può sempre dire/fare di più... ad esempio restare affascinati dalla sorridente, divertente, intelligente capacità di Annie Leonard nel raccontare l’attuale "storia delle cose" e agire di conseguenza(clicca sul nikname).
Altro che 20 minuti di telegiornali! Ma anche altro (purtroppo!) che 20 - 200 - 2000 minuti/discorsi sempre più "giusti", sempre meno incisivi... come dicevo, si può sempre dire/fare di più...